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Pino Volpi. La storia di un artista

di Mauro Carrera

 

       Pino Volpi nacque il 27 marzo 1938 a Piegaro, piccola cittadina in provincia di Perugia, all’ombra del Montarale. Visse la sua infanzia tra le dolci colline del paese natio che racchiudono il corso del fiume Nestòre. Qui da bambino nutrì la sua fervida immaginazione degli splendidi declivi umbri, ricoperti di frondosi boschi di castagni, roveri, lecci e pini, di piccole vigne e ordinati uliveti. Nei pomeriggi il suo sguardo, già sensibile alle meraviglie del paesaggio, si perdeva nell’incantevole panorama dell'alto orvietano. Proprio qui, nel suo paese, iniziò a disegnare e a soli sette anni, con un piccolo lavoro che mostrava degli uccellini su un ramo di pesco, vinse un libro in un concorso scolastico alle elementari.
       All’età di tredici anni, in coincidenza del picco demografico massimo nella storia di Piegaro, lasciò il piccolo borgo umbro per Milano al seguito della sua famiglia; non dimenticò tuttavia mai la sua terra natale, cui rimase profondamente e indissolubilmente legato per tutta la vita.
       Sin dagli anni della sua giovinezza mostrava interesse e passione per la pittura e più ancora per il disegno. Nel capoluogo lombardo proseguì il suo apprendistato disegnando le periferie e gli scenari della campagna circostante. Dopo poco iniziò a cimentarsi con i colori, informando la sua pittura dapprincipio ad un semplice naturalismo e in seguito liberando progressivamente la sua immaginazione. In quegli anni studiò con interesse i pittori dell’antichità, ma fu colpito principalmente dai grandi maestri delle avanguardie storiche.
       Crescendo, prese a frequentare per lunghi periodi alcuni studi di importanti artisti, confrontandosi con essi, acquisendo le varie tecniche pittoriche e facendo le prime importanti esperienze. I suoi esordi sono da collocarsi tra il 1966 e il 1967, quando ebbero inizio le sue prime personali e autentiche realizzazioni; da lì ad intraprendere la professione dell’artista il passo fu breve. Con impegno e costanza si diede all’arte con tutto se stesso, affinando il suo linguaggio espressivo e strutturando le linee guida della sua ricerca.
       Con il passare degli anni, andavano definendosi i suoi soggetti d’elezione: le vedute paesaggistiche. Il Volpi disegnatore e pittore, pur prediligendo il paesaggio, non disdegnava tuttavia la figura, umana o animale, ad ogni modo ben più rara nella sua produzione. La critica ed il pubblico andavano ormai accorgendosi di lui e il suo nome divenne presto conosciuto, dapprima nell’ambiente milanese e in seguito in quello lombardo.
       Negli anni Settanta il suo nome era ormai noto in Italia ed all’estero, tanto è vero che sue opere figurano oggi in importanti collezioni private non solo in Italia, ma anche nel resto d’Europa (Francia, Regno Unito, Germania, Svizzera, Spagna, Olanda, Belgio, Svezia, Austria e Grecia) e del mondo (USA, Canada, Australia, Israele, Egitto, Sudafrica, Messico, Brasile, Argentina, Giappone, Iran, India e Hong Kong).
       Durante tutti gli anni Settanta operò instancabile e riservato nella vivace Milano delle gallerie e dei cabarets, disegnando e dipingendo nel suo studio al numero 16 di viale Ungheria. Nel corso di circa un decennio ebbe modo di allestire numerose mostre personali nelle più importanti città italiane, tra cui: Milano, Roma, Napoli, Torino, Firenze, Venezia, Genova, Bologna, Perugia, Verona, Livorno, Palermo, Ancona, Macerata, Alessandria, Parma, Como, Bari, Bolzano, Padova, La Spezia, Savona, Pavia, Rovereto, Piacenza, Legnano, Messina, Sanremo, Trento, Bergamo, Varese, Asti, Modena.
       Partecipando attivamente – seppure con quella sua innata riservatezza che tanto gli costò in termini di notorietà postuma – al clima eccitante e dinamico della Milano artistica di quegli anni, presentò inoltre alcune sue opere in importanti collettive, oltre che nelle città italiane sopra citate, anche a Vicenza, Parma, Padova, Bolzano, Rovereto, Como, Pavia, Catania, Riccione, Alessandria, Savona, riscuotendo notevole successo davanti al grande pubblico e meritandosi l’interessamento degli addetti ai lavori.
       Nella sua pur breve carriera fu, oltre che pittore, anche raffinato incisore e abile scultore. Rilevante è la sua produzione di grafica con decine tra litografie e serigrafie.
       Seppure non con la stessa assiduità dedicata alla pittura e alla grafica, fu anche scultore, realizzando tra le altre cose anche numerosi bassorilievi per una serie in argento per la Sterling Italiana di Pollenza (Macerata).
 
       Visse e operò con grande passione a Milano – conseguendo premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali – fino al 1980, quando all’età di soli 42 anni morì d’infarto, interrompendo così una promettente avventura artistica, rimasta per decenni come sospesa, e che solo da poco si va riscoprendo.

Mauro Carrera